Di cosa si occupa l’angiologia?

L’angiologia, chiamata anche medicina vascolare, è la branca della medicina che si occupa dello studio, della diagnosi, della cura e prevenzione delle malattie dei vasi sanguigni (arterie, vene e capillari) e linfatici.

L’angiologo effettua visite ed esami diagnostici (come l’ecocolordoppler o la capillaroscopia), consiglia trattamenti per la prevenzione e la cura delle malattie vascolari, con terapie mediche, con trattamenti mini-invasivi, o talvolta chirurgici, per migliorare la circolazione e ridurre i rischi di complicazioni.

In sintesi, l’angiologo si prende cura delle “tubature” del nostro corpo, mantenendole libere e funzionanti per garantire una buona circolazione sanguigna.

Illustrazione del sistema vascolare umano con arterie in rosso e vene in blu.
Illustrazione del sistema vascolare umano con arterie in rosso e vene in blu. Illustrazione del sistema vascolare umano con arterie in rosso e vene in blu.
Illustrazione del sistema vascolare umano con arterie in rosso e vene in blu.

Arterie

Portano il sangue ricco di ossigeno dal cuore a tutti i tessuti del corpo.

Vene

Riportano il sangue dai tessuti verso il cuore.

Capillari

Sono i vasi più piccoli del corpo, dove avvengono scambi di nutrienti ed ossigeno tra sangue e tessuti.

Vasi linfatici

Partecipano al drenaggio dei liquidi corporei e alla difesa immunitaria.

Patologie vascolari

Arterie

Illustrazione delle arterie del corpo umano.

È un accumulo di grassi nella parete delle arterie (placca) che ne restringe il lume, fino a occluderlo completamente.
Può colpire tutti i distretti del corpo; l'angiologo si occupa principalmente di: carotidi (che portano il sangue al cervello), arti superiori e inferiori (arteriopatia periferica), aorta, arterie renali e digestive

Sono dilatazioni anomale della parete di un’arteria, che possono portare all’occlusione (trombosi arteriosa) o alla sua rottura.

Infiammazioni delle pareti dei vasi sanguigni.

Vene

Illustrazione delle vene del corpo umano.

Dilatazioni permanenti e tortuose delle vene superficiali, generalmente negli arti inferiori, che possono portare ad una vera e propria insufficienza venosa cronica, con gonfiore e pesantezza agli arti fino a fragilizzare la cute e portare alla formazione di ulcere.

Due entità cliniche che possono coesistere, la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare (EP), ovvero la formazione di un coagulo di sangue in una vena profonda, di solito degli arti inferiori, che può staccarsi e migrare in un’arteria polmonare occludendola.

Formazione di un coagulo di sangue in una vena superficiale (spesso varicosa).

Altre patologie vascolari

Patologie vascolari rare

Di origine aterosclerotica: sindrome di Leriche, sindrome del furto della succlavia.

Di origine non aterosclerotica: arterite di Horton, arterite di Takayasu, malattia di Buerger, displasia fibromuscolare, linfedema.

Fistole di dialisi (FAV)

La fistola arterovenosa (FAV) è l’accesso vascolare d’elezione per i pazienti in emodialisi. Si tratta di una connessione creata chirurgicamente tra un’arteria e una vena, di solito a livello dell’avambraccio.

Da conflitto anatomico o stress meccanico

Sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome da intrappolamento dell’arteria poplitea, sindrome del martello ipotenar e altre malattie vascolari professionali.

Genetiche o congenite

Malformazioni vascolari, sindrome di Ehlers-Danlos.

Esami e procedure

Le misure emodinamiche degli arti inferiori e superiori sono i test clinici fondamentali (GOLD Standard) per evidenziare un’insufficienza arteriosa mediante lo studio della pressione sanguigna a livello delle caviglie (ABI) e persino dei polpastrelli (pressione digitale e TBI). 
Servono principalmente a diagnosticare l’insufficienza arteriosa degli arti inferiori o superiori.
 
Indice Caviglia-Braccio (ABI – Ankle Brachial Index)
L’ABI è un rapporto numerico tra la pressione alla caviglia (tramite un Doppler continuo) e la pressione misurata al braccio. Normalmente questo rapporto deve essere tra 0.9-1.4. Valori inferiori a 0.9 indicano la presenza di un’insufficienza arteriosa periferica degli arti inferiori. I valori >1.4 non sono interpretabili (si devono misurare le pressioni digitali e TBI)
 
Pressioni Digitali
Le pressioni digitali consistono nella misurazione diretta della pressione del sangue all’interno delle piccole arterie delle dita (alluce e dita delle mani).
Si utilizzano piccolissimi bracciali pressori dedicati, abbinati a particolari sensori ottici (fotopletismografia) che rilevano il flusso di sangue sulla punta del dito con estrema precisione.
Poiché le arterie più piccole delle dita dei piedi risentono molto più raramente della calcificazione (rispetto a quelle della caviglia), questa misura fornisce il valore reale della pressione arteriosa periferica quando l’ABI fallisce (>1.4).
è inoltre l’unico modo per evidenziare la presenza di un’arteriopatia periferica dell’arto superiore.
 
Indice Alluce/Braccio (TBI – Toe Brachial Index)
Il TBI è l’equivalente dell’indice ABI, ma calcolato utilizzando il dito alluce al posto della caviglia. La TBI si ottiene dividendo il valore della pressione all’alluce per il valore della pressione sistolica misurata al braccio.
Un valore di TBI inferiore a 0.70 indica in modo preciso la presenza di un’arteriopatia periferica.

L’EcoDoppler vascolare arterioso è un esame diagnostico non invasivo e indolore che serve a studiare lo stato di salute e le eventuali anomalie delle arterie.

Questo esame combina due tecnologie basate sugli ultrasuoni:

  • L’ecografia classica: mostra un’immagine visiva della struttura interna e delle pareti delle arterie.
  • L’effetto Doppler: permette di vedere e misurare la velocità, la direzione e l’accelerazione del flusso del sangue.

Si utilizza su tutte le aree del corpo accessibili all’ecografo, in particolare le carotidi, gli arti inferiori, gli arti superiori, l’aorta, le arterie renali etc., al fine di individuare:

  • Stenosi (ovvero restringimenti) e occlusioni: spesso causate da placche di colesterolo (aterosclerosi) che riducono il passaggio del sangue e provocano turbolenze nel flusso.
  • Aneurismi: dilatazioni anomale delle pareti arteriose.
  • Trombosi o embolismi arteriosi: coaguli di sangue che ostruiscono il lume di un’arteria.

Eco-Color-Doppler Vascolare VENOSO

L’EcoDoppler vascolare venoso è un esame diagnostico non invasivo e indolore che utilizza gli ultrasuoni per studiare l’anatomia delle vene e il flusso del sangue al loro interno.

Questo esame combina due tecnologie basate sugli ultrasuoni:

  • L’ecografia classica: mostra immagini visive in tempo reale della struttura delle vene, permettendo di misurarne per esempio il diametro, ma anche il contenuto, le valvole interne e molto altro.
  • L’effetto Doppler: analizza la direzione e la velocità del flusso sanguigno e la presenza di reflusso.

Come per l’arterioso, si utilizza su tutte le aree del corpo accessibili all’ecografo, in particolare gli arti inferiori, gli arti superiori, la regione cervicale, l’addome etc.

L’esame viene prescritto dal medico per identificare e monitorare diverse problematiche flebologiche, al fine di individuare:

  • Trombosi venosa profonda o superficiale: occlusioni, in genere formate da coaguli di sangue, che ostruiscono totalmente o parzialmente una vena.
  • Insufficienza venosa (vene varicose): la valutazione permette di individuare un reflusso e di pianificare un trattamento quando necessario.

La capillaroscopia è un esame rapido, indolore e non invasivo che serve a osservare lo stato di salute dei capillari, i vasi sanguigni più piccoli del nostro corpo. Di solito viene eseguita alla base delle unghie delle mani (la zona periungueale), perché in quel punto i capillari sono disposti parallelamente alla superficie della cute, sono facilmente visibili e se ne può apprezzare la morfologia.

Il medico utilizza uno strumento ottico chiamato video-capillaroscopio (una sorta di microscopio collegato a uno schermo) per ingrandire la zona da 100 a 200 volte. L’esame dura pochi minuti e non richiede alcuna preparazione da parte del paziente (semplicemente evitare di togliere le cuticole 2-3 settimane prima dell’esame).

L’obiettivo principale è studiare la forma, il numero, dimensioni o presenza di altre alterazioni nella morfologia dei capillari.

È l’esame è uno strumento diagnostico per studiare il Fenomeno di Raynaud (una condizione in cui le dita delle mani cambiano colore diventando prima bianche, poi viola e poi rosse in determinate situazioni come l’esposizione al freddo o forti le emozioni) e permette di distinguere se questo fenomeno è:

Primitivo: condizione benigna e isolata.

Secondario: a disimmunità (come la sclerodermia o altre affezioni autoimmuni).

La scleroterapia estetica è un trattamento medico estetico (non curativo né preventivo) minimamente invasivo utilizzato per eliminare i “capillari dilatati”, chiamati telangectasie e le piccole vene reticolari delle gambe.

Il trattamento consiste nell’iniettare una soluzione sclerosante direttamente all’interno del capillare da trattare tramite un ago molto piccolo. Questo liquido provoca una controllata infiammazione e una reazione chimica sulla parete interna del vaso sanguigno, che di conseguenza si chiude e si sigilla, per diventare poi un piccolo cordoncino di tessuto fibroso che il corpo riassorbe progressivamente fino a farlo scomparire alla vista.

L’obiettivo del trattamento è puramente estetico. Si tratta di una procedura ambulatoriale che non richiede anestesia. Si richiede di evitare l’esposizione diretta al sole per prevenire macchie sulla pelle nei 10-14 giorni successivi al trattamento.